Santa Severina

Gioiello incastonato nella roccia, S. Severina domina la valle del Neto.
Nel V secolo a.C. l’abitato è documentato come città dell’Enotria con il nome greco di Siberene.
Nell’Vlll sec d.C. diventa avamposto dell’impero di Bisanzio. Nel IX sec. d.C. diventa residenza dell’Arcivescovo. Nell’840 d.C. viene espugnata dai Saraceni, nell’886 d.C. i Bizantini la riconquistano.
Nel 1075 Roberto il Guiscardo Normanno si impadronisce del paese e comincia la costruzione del castello
Nel 1466 passa sotto il controllo degli Svevi. Nel 1464 finisce in mano degli Aragonesi ed è Ferdinando di Aragona che insignisce del titolo di conte il viceré di Napoli Andrea Carafa. Rimane feudo fino al 1806 quando entra a far parte del regno di Napoli.

Il Battistero. Costituisce l’unico battistero bizantino in Calabria pervenuto ai nostri giorni ancora sostanzialmente integro. L’architettura di questo gioiello deriva dagli edifici a pianta centrale che trovano riferimento nel mausoleo di Santa Costanza a Roma. Il battistero bizantino ha, infatti, una forma circolare con quattro appendici, con affreschi risalenti al X-XII secolo.

Anticamente nota come Sibarene nell’840 fu conquistata dagli arabi liberata dopo quaranta anni dominio dai bizantini che la governarono fino al 1076 e successivamente dai Normanni poi dagli Svevi quindi dagli Angioini gli Aragonesi e infine i Borbone.


Il castello
La sua costruzione risale all’epoca della dominazione Normanna e fu edificato su una fortificazione preesistente di epoca bizantina: l’antica Kastron dove coesistevano strutture ecclesiali e militari delimitate da un unica recinzione protetta da fossati. Al periodo bizantino risalgono i resti della chiesa affrescata e la necropoli.


Si possono visitare il castello, il museo archeologico, il battistero bizantino, la cattedrale. Mentre S. Nicola e S. Ponte rappresentano un ampio settore di abitato rupestre con numerose grotte ed una chiesa.

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